lunedì 3 marzo 2008

Qui il bisogno prorompente di comprare un profumo. Prorompente il bisogno e non il desiderio. Alcuna traccia di odori di fiori, resine, aghi di pino, foglie bagnate. I colori e gli odori qui hanno lo stesso monocromatico tono nullo, un grigio che non è dato dalla somma del bianco e del nero, ma dalla sottrazione di tutti i colori. Sentendone la mancanza ho voglia di entrare in un negozio per acquistare una gonna a ruota stampata con una fantasia floreale. E litri di profumo anche per ficcare il naso nei polsi camminando per strada. Anche io di Milano amo la nebbia, che almeno è nebbia vera, non come il sole che pare ricreato al pari del laghetto di parco Sempione, impiantato come gli alberi del bosco in città, come il cartellone pubblicitario che fa da scenografia a Truman, Truman Show, Milano fashion week e ancora nuovo su nuovo, presunto nuovo su nuovo, presunta marcia in avanti e nessun passo. Milano accoglie la contemporaneità senza restrizioni di pensiero, ma con la stessa facilità la fa scivolare via da sè per lasciare il posto ad altro, ben più nuovo. Osservazioni superflue trite e ritrite. E dire che tutta la varietà umana che circola per queste strade nulla vale causa la povertà di interesse verso ciò che è altro da noi e dal nostro guardare parimenti è superfluo. Qui ho creato il paradosso della mia immobilità in un mondo che corre ed altrettanto velocemente non riesce a correre in nessun altro luogo del mio Paese. Qui sono le dodici meno cinque della mia esistenza da un anno e poco più. Mancano sei minuti, esatti come il sei di Baricco. Questi sei minuti gradirei non trascorrerli rantolando inutilità sul pessimo cibo degli aperitivi. Questi sei minuti vorrei rassomigliassero quanto più possibile alla contrapposizione massima di quel settimo minuto, in modo da poter finir di costruire quel cerchio entro il quale non posso permettermi di apportare le lancette senza che questo sia completato. Scrivo in maniera criptica per scaramanzia. Ora torno in Grecia da Henry Miller finché non si faranno le 16:00 e dovrò tornare a costruire un altro pezzetto del fantomatico cerchio.

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