Vorrei costantemente divenire la bambina che forse da qualche parte del mio passato, anche embrionale, sono stata. Vorrei ridivenire fragile e morbida e soda come un guscio di placenta.
Ho sempre pensato che qualsiasi tipo di esperienze dovessero arrivare a fenderti quando fosse sempre troppo presto. Forse il dolore è arrivato troppo presto, ma anche allora, quando appena esistevo ero già donna, con sostegni e pareti inalberate a scatola, con acciaio fuso nelle costole a difensiva e nulla ha saputo uccidere questa bambina nata morta o far vivere queta donna senza infanzia e senza innocenza, se non quella congenita dell'ideale.
giovedì 5 giugno 2008
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