mercoledì 30 aprile 2008

Embrioni nella roccia


Non si vede molto bene, non si vede la minuzia della matita che è pari alla minuzia analitica del suo creatore. L'unico artista del quale possiedo un'opera originale e del quale vorrei la quadrilogia che sta ultimando, ma non ho i dindi...e per ora neppure la possibilità di collaborare nuovamente con lui ma...prima o poi sì, faremo una personale io e te tesò!
" Alle volte penso alla materia del libro da scrivere come qualcosa che già c'è: pensieri già pensati, dialoghi già pronunciati, storie già accadute, luoghi e ambienti visti; il libro non dovrebb'esser altro che l'equivalente del mondo non scritto tradotto in scrittura. Altre volte invece mi pare di comprendere che tra il libro da scrivere e le cose che già esistono ci può essere solo una specie di complementarietà: il libro dovrebb'essere la controparte scritta del mondo non scritto; la sua materia dovrebbe essere ciò che non c'è né potrà esserci se non quando sarà scritto, ma di cui ciò che c'è sente oscuramente il vuoto nella propria incompletezza."

" Se una notte d'inverno un viaggiatore" - I. Calvino
" Il puro guardare, l'osservazione non turbata né dalla volontà né dal fine della ricerca, l'esercizio pago di sé della vista, dell'udito, dell'olfatto e del tatto rappresentano uno stato di beatitudine del quale i più sensibili tra noi sentono una nostalgia profonda; e il viaggio è il modo migliore per inseguire le tracce di quel paradiso perduto"

Herman Hesse

lunedì 7 aprile 2008


"La buona società londinese conta migliaia di donne rimaste per loro libera scelta trentacinquenni per anni e anni."


O.Wild



"Che cosa è verità? Inerzia; l'ipotesi che ci rende soddisfatti; il minimo dispendio di forza intellettuale."


F.Nietzsche



"Facendone un peccato il Cristianesimo ha fatto molto per il sesso."

A.France


"Il sesso senza amore è un'esperienza vuota, ma fra le esperienze vuote è una delle migliori."


W.Allen

A proposito di Francis Bacon




"L'arte è il linguaggio delle sensazioni. Pochi artisti, nella "Storia Universale dell'Arte", hanno avuto come Francis Bacon la consapevolezza dell'irriducibilità dell'opera d'arte al concetto, alle parole e al "linguaggio". Velázquez, Ingres, Cézanne e, in una continuità non solo "ideale", Bacon, hanno espresso attraverso la pittura proprio questa necessità di comunicare "direttamente al sistema nervoso", evitando "il fastidio di una storia da raccontare", elevando un monumento alla sensibilità e alla sensazione, e a quella che sembra essere stata, nella consapevolezza dei suoi interpreti più eminenti, un'arte "estesiologica".
Non solo. Bacon è anche l'artista che più di ogni altro ha saputo mantenere una continuità storica con la grande tradizione rappresentativa; la sua "classicità" consiste proprio nel sottrarre alla rappresentazione il suo valore di rappresentazione "di...", per riproporla come solo "rappresentazione". La sua pittura vive, cioè, della felice intuizione del "doppio", della "potenza" di sé o dell'affermazione stereotipa delle forme costituite della pittura. Non si tratta più di una mera "ripetizione differente" dei modelli e delle formule tradizionali, ma di una riproposizione dei modelli "in quanto tali"; non più, cioè, di "neoclassicismo", ma di "deuteroclassicismo".
Attraverso la forma asistematica di appunti e note di lavoro, l'autore affronta gli aspetti salienti della poetica del grande pittore anglo-irlandese del secolo scorso, in un dialogo in distans con uno degli artisti più innovativi del panorama artistico contemporaneo. "

"L'artista è il creatore della bellezza.
Rivelare l'arte senza rivelare l'artista, è il fine dell'arte.
Chi può incarnare in una forma nuova, o in una materia diversa, le proprie sensazioni della bellezza è un critico.
Tanto la suprema quanto la infima forma di critica sono una specie di autobiografia."
(O. Wilde)






"Senza dubbio noi siamo carne, siamo potenziali carcasse. Ogni volta che mi reco dal macellaio mi stupisco sempre del fatto di non trovarmi lì, al posto dell'animale"

F.Bacon
Tempo perso
Davanti alla porta dell'officina
l'operaio s'arresta di scatto
il bel tempo l'ha tirato per la giacca
e come egli si volta
e osserva il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo e
strizza l'occhio
familiarmente
Su dimmi compagno Sole
forse non trovi
che è piuttosto una coglionata
offrire una simile giornata
a un padrone?
J.Prevert